A passo lento nel cuore della Sardegna - APC

A passo lento nel cuore della Sardegna

Non solo un meraviglioso litorale con spiagge bianchissime, mare cristallino e tanta movida. La Sardegna è molto di più: anche il suo entroterra regala panorami mozzafiato accompagnati da siti archeologici, antiche tradizioni millenarie tramandate di generazione in generazione e un patrimonio di cultura locale inestimabile. È questa la Sardegna più autentica, quella ancora non troppo conosciuta e perfetta per chi ama il turismo in libertà.

È di quest’anima dell’isola, quella più verace, che vogliamo raccontarvi oggi per proporvi un tour tra piccoli borghi, resti di abitazioni preistoriche e villaggi nuragici, ma anche paesaggi incontaminati, alte vette, aree naturalistiche e musei dove scoprire la storia della Sardegna e dei popoli che l’hanno abitata nei secoli.

 

Tra i vicoli dell’Atene sarda

 

Custode di tutti questi tesori è senza dubbio la zona della provincia di Nuoro. Il capoluogo è il centro più popoloso della Barbagia, cuore dell’isola che occupa i versanti del massiccio montuoso Gennargentu. Città che, per il vivace fermento culturale che la caratterizza fin dall’Ottocento, è stata soprannominata “l’Atene sarda”. Vi consigliamo di parcheggiare il vostro camper nell’area di sosta poco distante dal centro e di esplorare a piedi i piccoli vicoli ricoperti di ciottoli, le case in pietra, i portici e le piazzette che offrono scorci suggestivi.

Tra i quartieri storici più tipici “Santu Pedru”, che un tempo ospitava pastori e proprietari terrieri, e dove oggi potete fare una tappa al museo e la casa natale del premio Nobel per la letteratura Grazia Deledda. A pochi passi trovate anche il Museo d’Arte di Nuoro (Man) che accoglie le opere degli artisti sardi del XX secolo e che i possessori di APC Gold Card possono visitare a prezzo ridotto.

 

In un’oasi di pace tra natura selvaggia e  storia millenaria

 

Ad est di Nuoro si erge l’Ortobene, il monte dei nuoresi, costellato dalle punte e dai torrioni dalle forme curiose sfiora i mille metri. Con i suoi 1600 ettari, dove vi furono insediamenti fin dall’età preistorica, è una meta ideale per chi vuole esplorare il territorio scalando o facendo trekking tra alte rocce granitiche, boschi di querce e sorgenti.

L’Ortobene è avvolto a nord e sud da fiumi e ad est e ovest da valli con testimonianze prenuragiche come le domus de Janas di Maria Frunza, sas Vrighines e Janna Ventosa. Alle pendici del monte si trova anche il parco di Sedda Ortai con una vegetazione tipicamente mediterranea e dove si può vedere anche sa Conca, una particolarissima roccia cava a forma di fungo che è stata utilizzata sempre dai pastori come ovile.

Per chi è alla ricerca di un’esperienza a contatto con la natura il parco naturale regionale di Tepilora è un luogo da non perdere quando si visita la Sardegna. Quasi ottomila ettari di foreste, sorgenti e sentieri tra i comuni di Bitti, Lodè, Torpè e Posada a circa una mezz’ora da Nuoro. Al centro di quest’area naturalistica spicca il monte da cui il parco prende il nome con i suoi 528 metri e la sua punta rocciosa che guarda verso il lago di Torpè. Fino agli anni 80 del secolo scorso questa zona era destinata al pascolo e al taglio della legna, mentre dopo il rimboschimento è stata attrezzata per l’escursionismo. Scarsamente antropizzata, conserva ancora molto dell’originaria copertura vegetale con boschi e aree umide come il delta del Rio Posada.

 

Alla scoperta delle tradizioni del popolo sardo con il Carnevale mamoiadino

 

Tra i luoghi della Sardegna in cui si respira la sua autenticità merita una menzione il borgo di Mamoiada, a circa 15 chilometri da Nuoro al confine tra Gennargentu e Supramonte. Qui viene celebrata una delle più antiche feste di tutta l’isola, ovvero il Carnevale mamoiadino con protagonisti i Mamuthones con una maschera nera a tratti marcati, intagliata in legni pregiati, e che indossano pelli ovine su cui caricano trenta chili di campanacci.

Si tratta di un momento celebrativo molto importante per la gente del posto tanto che a Mamoiada è presente anche il Museo delle Maschere Mediterranee dove sono esposte le viseras, cioè le opere realizzate dai maestri del legno per l’occasione. All’interno del Museo – che i possessori di APC Gold Card potranno visitare a prezzo ridotto – si possono scoprire anche le tradizioni legate ai travestimenti tipici delle comunità agropastorali e anche altre maschere di altri borghi della Sardegna Centrale.

 

A S’Abba Frisca dove il passato si fonde con il presente

 

Con la tessera gratuita di APC Gold Card, inoltre, è possibile avere degli sconti anche sul ticket d’ingresso al Parco Museo S’Abba Frisca che sorge nell’area di un’azienda agricola attiva da oltre 200 anni. Si tratta di un’area etnografica e naturalistica a Dorgali, alle pendici del monte Bardia. Il Paese, che si estende dal Supramonte alla costa orientale, è caratterizzato da siti archeologici della civiltà nuragica come Serra ‘e Orrios, Biristeddi, Thomes, Nuraghe Mannu, Tiscali. Qui il territorio si mostra con spiagge  incontaminate come Cala Luna, Cala Cartoe oppure Osala, scogliere, insenature e grotte come quella di Ispinigoli con la formazione stalagmitica tra le più grandi d’Europa.

A S’Abba Frisca vengono organizzate anche dimostrazioni del museo vivente, durante le quali si può assistere al lavoro degli artigiani che, negli ambienti originali, mostrano le arti e i mestieri tipici della cultura agropastorale sarda come la lavorazione della filigrana, la realizzazione dei cesti o la filatura della lana. Il Museo, che si estende su tre ettari, raccoglie 4500 reperti storici, 15 ambienti museali e ben 400 specie della macchia mediterranea.

 

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