Valle d’Aosta in inverno: paesaggi innevati, piatti tipici e storia antica - APC

La Valle d’Aosta in inverno tra paesaggi innevati, piatti tipici e storia antica

Nonostante sia la regione più piccola d’Italia, la Valle d’Aosta è scrigno di un patrimonio culturale e naturalistico ricchissimo. A farle da cornice le montagne più imponenti d’Europa tra ghiacciai, laghi alpini, aree protette, boschi, pascoli, borghi medievali e castelli che con la magia della neve sono ancora più suggestivi.

Tra le sue bellezze i “Giganti delle Alpi” con vette che superano i 4mila metri: il Monte Bianco, il Cervino, il Monte Rosa e il Gran Paradiso. Durante l’inverno i paesaggi innevati regalano ai visitatori un’esperienza quasi fiabesca come avviene, ad esempio, nella zona di Breuil-Cervinia e Valtournenche. Ad attendere noi amanti del turismo in libertà, però, anche meraviglie storico-artistiche come i suoi antichi castelli, che caratterizzano il territorio come quelli della Val d’Ayas.

Coloro che non vogliono rinunciare alla buona cucina, inoltre, non rimarranno delusi. Sono tante le prelibatezze gastronomiche tipiche della Valle d’Aosta. A partire dai salumi come il prosciutto crudo di Bosses, il lardo di Arnad, la Fontina o il Fromadzo – tutti prodotti D.o.p – che diventano protagonisti di piatti unici e golosi capaci di riscaldare pranzi, cene e cuore nella stagione più fredda dell’anno.

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Con le ciaspole tra Breuil-Cervinia e Valtournenche

 

A piedi del Cervino, “il più nobile scoglio d’Europa”, Breuil-Cervinia e Valtournenche sono posti perfetti per immergersi nella natura ed esplorare la montagna in maniera alternativa, lontani dalle folle degli impianti sciistici. Con le ciaspole, infatti, potrete camminare nella neve fresca e godere di suggestivi panorami passo dopo passo. Sono tanti gli itinerari proposti con l’immancabile vista sul Monte che tinto di bianco è ancor più incantevole. Racchette “ai piedi” avrete la possibilità di ciaspolare tra le foreste di faggi e magari scorgere anche qualche stambecco o camoscio. Tra i percorsi più affascinanti, senza dubbio, quello lungo il lago di Loz che ghiaccia d’inverno e al calar del sole si colora di infinite sfumature.

 

Alla scoperta dei sapori unici della tradizione valdostana nei piccoli borghi

 

Un altro modo per conoscere la Valle d’Aosta è attraverso le sue eccellenze gastronomiche. Ai piedi del massiccio del Gran San Bernardo – alla sommità dell’omonima valle – troviamo Saint-Rhémy-en-Bosses, un piccolo borgo che è famoso per il suo pregiato jambon, ovvero il prosciutto crudo Dop speziato con erbe di montagna. Di questa squisitezza si hanno testimonianze scritte che risalgono addirittura al 1397 e nel villaggio, quasi al confine con la Svizzera, viene prodotto secondo tradizione plurimillenaria tramandata di generazione in generazione.

Un altro salume principe delle tavole valdostane è il lardo di Arnad, borgo medievale situato sulle rive della Dora. Qui, dove la pianura incontra la montagna, con un antico metodo di stagionatura viene prodotto un lardo di Denominazione di Origine Protetta morbido e compatto.

Per quanto riguarda le Dop lattiero-casearie, invece, la regina è la Fontina che potete assaporare in tutta la regione. Seguita da il Fromadzo – formaggio di latte vaccino a due mungiture – tipico della Val d’Ayas che tra boschi di conifere e ghiacciai si apre sotto il Monte Rosa.

 

Un viaggio nel tempo fra le tracce dell’impero romano e dell’età di mezzo

 

La neve e il clima invernale emanano un’atmosfera ancora più affascinante sui gioielli storico-artistici della Valle d’Aosta. Restando in Val d’Ayas merita una visita il castello medievale di  Graines, nel comune di Brusson. Costruito intorno all’XI secolo e dall’aspetto essenziale e austero con un’alta torre merlata, si trova sulla sommità di una rupe all’imbocco del Vallone di Freudière. Da qui, è d’obbligo una fermata al borgo di Challand-Saint-Anselme con il suo santuario seicentesco dedicato a Sant’Anna e la chiesetta quattrocentesca di San Giovanni Battista.

Per i turisti in libertà che amano la storia antica, poi, la Valle d’Aosta è ricca di tracce lasciate dall’Impero Romano a partire dal 25 a.C come l’Arco di Augusto simbolo di Aosta o il criptoportico forense sempre di epoca augustea nei pressi della Cattedrale di Santa Maria Assunta (IV secolo). Il capoluogo, inoltre, ospita anche l’area megalitica tra le più interessanti d’Europa: un sito pluristratificato le cui impronte storiche vanno dalla chiesa romanica, sorta su resti romani e gallici, ai santuari dell’età del rame, sino ai rituali di consacrazione risalenti alla fine del Neolitico.

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